Aminoacidi elett b.lim

Aminoacidi elett b.lim è indicato per il trattamento di:

DENOMINAZIONE:

AMINOACIDI ELETTROLITI BIOINDUSTRIA L.I.M.

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:

Soluzioni nutrizionali parenterali.

PRINCIPI ATTIVI:

Aminoacidi essenziali: L-isoleucina 5,90 g; L-leucina 7,70 g; L-treonina 3,40 g; L-valina 5,60 g; L-metionina 4,50 g; L-fenilalanina 4,80 g;L-triptofano 1,30 g; L-lisina acetato 8,70 g; L-cisteina HCl 0,18 g.Aminoacidi non essenziali: L-alanina 6,00g; L-arginina 8,10 g; L-istidina 2,40 g; L-prolina 9,50 g; L-serina 5,00 g; glicina 11,90 g. Magnesio cloruro 6 H2O: 0,81 g. Potassio acetato: 2,94 g.

ECCIPIENTI:

Sodio metabisolfito, acido acetico glaciale, acqua ppi.

INDICAZIONI:

La soluzione fornisce, in forma concentrata, aminoacidi in proporzionefisiologica e completamente utilizzabili per la sintesi proteica. Somministrata assieme a soluzioni caloriche concentrate, quali ad esempiosoluzioni ipertoniche di glucosio o emulsioni di grassi, additivate da elettroliti, vitamine ed oligoelementi, consente una nutrizione parenterale completa. Somministrata nelle vene periferiche, da sola come soluzione isotonica (3%) oppure con una minima additivazione calorica quale il glucosio al 5%, fornisce un apporto nutritivo e risparmia le proteine corporee. Prevenzione delle perdite di azoto ed il trattamentodel bilancio azotato negativo nei pazienti in cui: non e' possibile l'alimentazione per via gastroenterica; si ha malassorbimento delle proteine per via orale; le richieste metaboliche sono notevolmente aumentate, ad esempio per la presenza di ustioni estese. >>Alimentazione pervia venosa centrale. L'infusione per via venosa centrale va presa inconsiderazione quando le soluzioni di aminoacidi vanno miscelate a soluzioni ipertoniche di glucosio per promuovere la sintesi proteica neipazienti ipercatabolici o con grave deplezione, oppure in quelli che necessitano di nutrizione parenterale per periodi prolungati. >>Alimentazione parenterale per vena periferica. Nei pazienti moderatamente catabolici o con moderata deplezione, nei quali non e' indicata la somministrazione per via venosa centrale, soluzioni diluite di aminoacidi miscelate a soluzioni di glucosio al 5% vanno infuse nelle vene periferiche, unitamente ad eventuali somministrazioni supplementari di emulsioni di grassi, se disponibili. >>Risparmio proteico. Nei pazienti ben nutriti, leggermente catabolici, quali ad esempio normali pazienti post-chirurgici che necessitano di una nutrizione parenterale solo per brevi periodi, il risparmio di proteine puo' essere ottenuto somministrando per via periferica soluzioni di aminoacidi, con o senza glucosio.

CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI:

Anuria. Encefalopatia o coma epatico. Anomalie congenite del metabolismo degli aminoacidi. Ipersensibilita' ad uno o piu' degli aminoacidi presenti nella soluzione.

POSOLOGIA:

La dose totale dipende dal fabbisogno giornaliero di proteine e dallarisposta metabolica e clinica del paziente. La determinazione del bilancio azotato ed il controllo accurato giornaliero del peso corporeo edel bilancio di liquidi sono i metodi di elezione per soddisfare le richieste individuali di proteine. L'apporto giornaliero con la dieta diproteine e' di circa 0,9 g per kg di peso corporea nell'adulto sano edi 1,4 - 2,2 g per kg nel bambino in via di sviluppo e nei neonati. Bisogna tener presente, comunque, che la richiesta di proteine e di calorie puo' essere notevolmente piu' elevata nei pazienti traumatizzatia malnutriti. Dosi giornaliere di aminoacidi di circa 1,0-1,5 g per kgdi peso corporeo per gli adulti e di 2-3 g/kg per i bambini, con adeguate calorie, sono in genere sufficienti per soddisfare il fabbisognoproteico e promuovere un bilancio azotato positivo in questi pazienti,benche' dosi piu' elevate possono essere richieste nei catabolici gravi. Somministrando queste dosi piu' elevate della norma, specie nei bambini, e' necessario ricorrere ad esami di laboratorio piu' frequenti.Per il risparmio proteico nei pazienti ben nutriti che non ricevono calorie addizionali in quantita' significative, dosi di aminoacidi di 1-1,7 g/kg/giorno riducono significativamente le perdite azotate e risparmiano le proteine corporee. Se l'aumento del BUN eccede i 20 mg % in48 ore, l'infusione di aminoacidi va sospesa oppure si deve ridurre la velocita' di somministrazione. Quando la nutrizione parenterale e' prolungata (piu' di 5 giorni) va presa in considerazione la contemporanea somministrazione di emulsioni di lipidi in modo da prevenire un deficit di acidi grassi essenziali. Se cio' non avviene, i liquidi sericivanno controllati con regolarita', per evidenziare una eventuale comparsa di deficit di acidi grassi essenziali. Circa 60-180 mEq di potassio, 10-30 mEq di magnesio e 20-80 mEq di fosfati al giorno vengono somministrati per ottenere una risposta metabolica ottimale. Si debbono somministrare anche quantita' sufficienti dei maggiori elettroliti extracellulari: sodio, calcio e cloruro. Nei pazienti ipercloremici o colpiti da altri tipi di acidosi metabolica, il sodio ed il potassio vannoaggiunti come acetati o lattati, per fornire precursori del bicarbonato. Il contenuto degli elettroliti del medicinale va tenuto presente quando si calcola l'apporto elettrolitico giornaliero. Gli elettrolitidel siero, compresi il magnesio ed il fosforo, vanno controllati spesso. Si deve evitare di miscelare elettroliti incompatibili. Livelli di10-15 mEq/l di fosfato, 5 mEq/l di calcio e 5-10 mEq/l di magnesio sono raramente incompatibili se miscelati adeguatamente. Alimentazione per via venosa centrale: va presa in considerazione nel caso di pazientigravemente catabolici e con deplezione grave, oppure nel caso in cuisia indicata un'alimentazione parenterale totale per periodi prolungati. Per ottenere un bilancio azotato positivo in questi pazienti si consiglia un rapporto calorie-azoto di almeno 100-150 calorie non-proteiche per grammo azoto. Alimentazione parenterale periferica: nei pazienti moderatamente catabolici e con moderata deplezione che necessitano di nutrizione parenterale e nei quali non sia indicata la somministrazione per via venosa centrale, la soluzione puo' essere miscelata a soluzioni di glucosio al 5% e somministrata in una vena periferica. Risparmio di proteine: nei pazienti ben nutriti, leggermente catabolici, chenecessitano di sostentamento parenterale per breve periodo, la soluzione puo' essere somministrata per via periferica, con o senza carboidrati. BAMBINI. I bambini piccoli (fino a 10 kg di peso corporeo), trattati con l'alimentazione parenterale, ricevono generalmente da 2 a 3 gdi proteine, da 120 a 150 calorie e da 120 a 150 ml di liquido per Kgdi peso corporeo al giorno. Questo fabbisogno viene soddisfatto mediante somministrazione di una soluzione contenente circa il 2,12% di Aminoacidi all'8,5% con elettroliti e Glucosio al 20%. Miscele meno ipertoniche possono essere somministrate nelle vene periferiche. Bambini conpeso superiore ai 10 kg richiedono meno calorie e leggermente meno proteine: in genere da 50 a 80 calorie e 2 grammi di proteine per kg dipeso corporeo al giorno sono sufficienti.

CONSERVAZIONE:

In contenitori ermeticamente chiusi. Conservare a temperatura non superiore a 25 gradi C. Conservare al riparo dalla luce fino al momento dell'uso. La data di scadenza si riferisce al prodotto in confezionamento integro, correttamente conservato.

AVVERTENZE:

L'uso sicuro ed efficace dell'alimentazione parenterale richiede una conoscenza approfondita dei problemi nutritivi, come pure un'esperienzaclinica adeguata delle complicazioni che possono verificarsi. Per ungiusto controllo dell'alimentazione parenterale e' necessario eseguirefrequenti valutazioni cliniche e determinazioni di laboratorio che dovrebbero comprendere la glicemia, la proteinemia, i test sulla funzionalita' epatica e renale, gli elettroliti, l'emogramma, il potere di combinazione della CO2, l'osmolarita' serica, l'ammoniemia, eventuali culture ematiche. La somministrazione endovenosa di queste soluzioni puo' provocare sovraccarico volemico e/o di soluti, con conseguente diluizione degli elettroliti serici, iperidratazione, stati congestizi o edema polmonare. Il rischio di emodiluizione e' inversamente proporzionale alla concentrazione del soluto della soluzione infusa. Il rischio di sovraccarico del soluto, che puo' provocare stati congestizi con edema periferico e polmonare, e' direttamente proporzionale alla concentrazione della soluzione. La somministrazione di aminoacidi o di idrolisati proteici ad un paziente con insufficienza epatica puo' provocare squilibri degli aminoacidi nel plasma, azotemia pre-renale, iperammoniemia, stupore e coma. Casi di iperammoniemia tipicamente asintomatica sono stati riportati in pazienti affetti da disfunzioni epatiche latenti. Se si presentano sintomi di iperammoniemia, la somministrazione vasospesa e si deve riesaminare lo stato clinico del paziente. La somministrazione di aminoacidi, in presenza di insufficienza renale o emorragia gastrointestinale puo' aggravare uno stato di iperazotemia. Non dovrebbero venire somministrati aminoacidi a pazienti con iperazotemia di qualsiasi origine, senza tener conto dell'apporto totale di azoto. Sono necessarie valutazioni cliniche e determinazioni di laboratorio per controllare il bilancio dei fluidi, la concentrazione elettroliticae l'equilibrio acido-base durante terapie parenterali prolungate o quando le condizioni del paziente richiedono tale valutazione. Le soluzioni nutritive fortemente ipertoniche vanno somministrate tramite un catetere a dimora inserito nella vena cava superiore. La somministrazionedi glucosio ipertonico quale fonte di calorie a pazienti diabetici oprediabetici richiede un'attenzione particolare; potrebbe rendersi necessaria la somministrazione di insulina. Perdite straordinarie di elettroliti come quelle che si possono verificare durante aspirazione nasogastrica protratta, vomito, diarrea o drenaggio di fistole gastrointestinali possono richiedere un'aggiunta addizionale di elettroliti. Si deve evitare un sovraccarico circolatorio, soprattutto nei pazienti coninsufficienza cardiaca. La somministrazione di glucosio in quantita'superiore a quelle utilizzate dal paziente puo' provocare l'insorgeredi iperglicemia e portare il malato al coma o alla morte. La somministrazione di aminoacidi senza carboidrati puo' provocare accumulo di corpi che tonici nel sangue. L'ipofosfatemia e' la conseguenza tipica dell'inavvertita omissione del fosfato dalla miscela: questa complicazione viene combattuta rapidamente e con successo mediante aggiunta di fosfato inorganico. Il prodotto contiene sodio metabisolfito; tale sostanza puo' provocare in soggetti sensibili e particolarmente negli asmatici reazioni di tipo allergico e attacchi asmatici gravi. L'alimentazione venosa centrale puo' comportare complicazioni che possono essere ridotte o prevenute tenendo conto di tutti gli aspetti del procedimento,compresi la preparazione della soluzione, la somministrazione e il monitoraggio del paziente. L'inserimento del catetere venoso centrale vaconsiderato un vero e proprio intervento chirurgico. Durante la nutrizione parenterale totale il rischio di sepsi e' sempre presente. Si sono avute le seguenti complicazioni metaboliche: acidosi metabolica, ipofosfatemia, alcalosi, iperglicemia e glicosuria, diuresi osmotica e deidratazione, ipoglicemia da rimbalzo, aumento degli enzimi epatici, ipo ed ipervitaminosi, squilibri elettrolitici, iperammoniemia nei bambini, allergie quando si usano idrolisati proteici. Allo scopo di prevenire o di ridurre al minimo il rischio di queste complicazioni e' opportuno sottoporre il paziente a frequenti valutazioni cliniche e ad esami di laboratorio, specie durante i primi giorni di trattamento.

INTERAZIONI:

In genere e' sconsigliata l'aggiunta di medicamenti ai flaconi. In caso di aggiunta di altri medicamenti e' necessario verificare la loro compatibilita' e controllare la stabilita' delle miscele finali.

EFFETTI INDESIDERATI:

Non si devono attendere manifestazioni di carattere secondario quandol'infusione viene effettuata secondo le istruzioni e con una accuratavalutazione dei pazienti. In caso di comparsa di effetti indesideratiquali orticaria, vasodilatazione, dolori addominali, brividi, febbre,interrompere il trattamento.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO:

Non e' stato usato durante la gravidanza o l'allattamento e pertanto l'assoluta sicurezza del suo impiego in questa condizione non e' statadimostrata.