Aminoacidi cat.ram.

Aminoacidi cat.ram. è indicato per il trattamento di:

DENOMINAZIONE:

AMINOACIDI A CATENA RAMIFICATA GALENICA SENESE

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:

Soluzioni endovena.

PRINCIPI ATTIVI:

1000 ml di soluzione contengono: L-Isoleucina g 12,5; L-Leucina g 15,5; L-Valina g 12,0. pH: 5,8 - 6,8 Aminoacidi totali: 40 g/l. Azoto totale: 4,42 g/l. Osmolarita' teorica: 320 mOsm/l.

ECCIPIENTI:

Acqua per preparazioni iniettabili.

INDICAZIONI:

Apporto parenterale in perfusione lenta continua di soli aminoacidi ramificati per il risveglio dal coma epatico.

CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI:

Insufficienza renale grave, errori congeniti del metabolismo degli aminoacidi, squilibrio elettrolitico o acido-base grave o non corretto, ipovolemia, ipersensibilita' verso i componenti. Generalmente controindicato in gravidanza.

POSOLOGIA:

La soluzione deve essere somministrata alla dose di 1000 ml il primo giorno di trattamento, mentre nel corso del secondo giorno e' consigliabile arrivare a 1500 ml, tenuto presente che il contenuto di un flacone da 500 ml va infuso in 8 ore. E' necessario infondere la soluzione miscelata al glucosio al 50-70% in quantita' adeguata (g 300-400 nelle24 ore). Somministrare per infusione endovenosa nell'arco delle 24 ore.

CONSERVAZIONE:

Conservare al riparo dalla luce e a temperatura non superiore a 25 gradi C.

AVVERTENZE:

Se la funzione renale e' compromessa la somministrazione di soluzionidi aminoacidi puo' presentare problemi paricolari connessi con lo squilibrio elettrolitico. La somministrazione di soluzioni di aminoacidi puo' determinare un incremento dell'azotemia (BUN), specialmente in presenza di compromissione della funzione epatorenale ed in caso di sanguinamento gastrointestinale. La somministrazione di aminoacidi senza carboidrati puo' causare un accumulo di corpi chetonici. La somministrazione di aminoacidi a pazienti con insufficienza epatica, in particolare di soluzioni che non siano state specificamente formulate per il trattamento di questi pazienti, puo' causare squilibrio degli aminoacidiplasmatici, alcalosi metabolica, iperammoniemia, iperazotemia prerenale, perdita di coscienza e coma. L'uso efficace e sicuro de medicinalerichiede esperienza nel riconoscere e trattare le complicanze associate alla nutrizione parenterale. Particolare cautela deve essere adottata nei pazienti con insufficienza renale (considerare in particolare che in questi pazienti l'iperglicemia puo' non trovare riflessi nella glicosuria) e nei pazienti pediatrici (per i quali l'efficacia e la sicurezza delle soluzioni iniettabili di aminoacidi non e' sempre dimostrata). Particolare cautela deve inoltre essere adottata nei pazienti conpatologie renali, polmonari o con insufficienza cardiaca cosi' come occorre cautela al fine di evitare un eccessivo accumulo di liquidi. E'necessario il controllo regolare dei parametri clinici e di laboratorio per monitorizzare, in particolare, l'equilibrio idroelettrolitico eacido-base. Nel caso di significative deviazioni dai valori normali (quali possono verificarsi ad esempio in caso di aspirazione nasogastrica prolungata, vomito, diarrea) adottare le opportune contromisure terapeutiche. In presenza di iperazotemia (di qualunque origine) non devono essere somministrate infusioni di aminoacidi senza prima valutare la quantita' totale di azoto assunta dal paziente. Il carico di azoto deve essere attentamente monitorizzato nei pazienti con compromissionedella funzione renale. L'iperammoniemia deve essere adeguatamente valutata, particolarmente nell'infanzia. Quando la somministrazione di aminoacidi richiede un contemporaneo apporto calorico specialmente usandosoluzioni di glucosio ad alta concentrazione devono essere routinariamente controllate la glicemia e la glicosuria. Il rischio di iperglicemia deve essere attentamente valutato, specialmente nei diabetici e nei casi di ridotta tolleranza al glucosio. Quando si usano soluzioni concentrate di glucosio deve essere inoltre considerata la possibilita'di iperinsulinemia conseguente alla brusca interruzione della somministrazione. L'interruzione della nutrizione parenterale deve avvenire gradualmente. Nei pazienti con insufficienza renale, al fine di promuovere la riutilizzazione dell'azoto ureico e' essenziale ridurre il carico di azoto non essenziale e fornire un adeguato apporto calorico insieme a minime quantita' di aminoacidi essenziali. Nei pazienti in nutrizione parenterale totale per lunghi periodi (piu' di 5 giorni) e' frequente l'insorgenza di una deficienza di acidi grassi essenziali. L'usodi emulsioni lipidiche, contenenti ad esempio acido linoleico, che forniscano il 4-10% dell'apporto calorico totale puo' prevenire tale deficienza. Il sito di venipuntura deve essere ispezionato frequentementealla ricerca di segni di flebite o trombosi.

INTERAZIONI:

La contemporanea somministrazione di tetracicline, per la loro attivita' antianabolica, puo' ridurre l'effetto di risparmio proteico delle soluzioni di aminoacidi.

EFFETTI INDESIDERATI:

Gli effetti indesiderati possono essere dovuti alla soluzione o alla tecnica di somministrazione e comprendono effetti locali e generali. Effetti locali. Al sito di iniezione possono aversi: bruciore, eritema,flebite, trombosi. Effetti generali. Eritema generalizzato, febbre, nausea. Sono possibili squilibri metabolici, idroelettrici, acido-base (vedi Avvertenze speciali). Se si verifica un effetto indesiderato interrompere la somministrazione, rivalutare il paziente, adottare le appropriate contromisure terapeutiche e conservare la soluzione rimanenteper eventuali analisi.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO:

Non sono stati condotti studi sulla riproduzione animale con soluzioniiniettabili di aminoacidi. Inoltre non e' noto se possono causare undanno fetale quando somministrate durante la gravidanza o se possono compromettere la fertilita'. Le soluzioni iniettabili di aminoacidi devono essere usate in gravidanza solo se assolutamente necessario.