Aldurazyme infus

Aldurazyme infus è indicato per il trattamento di:

DENOMINAZIONE:

ALDURAZYME 100 U/ML

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:

Enzimi.

PRINCIPI ATTIVI:

1 ml contiene 100 U (circa 0,58 mg) di laronidasi.

ECCIPIENTI:

Sodio cloruro; sodio fosfato monobasico, monoidrato; sodio fosfato dibasico, eptaidrato; polisorbato 80; acqua per preparazioni iniettabili.

INDICAZIONI:

Il medicinale e' indicato per la terapia enzimatica sostitutiva a lungo termine in pazienti con diagnosi confermata di Mucopolisaccaridosi I(MPS-I; deficit di a-L-iduronidasi), per il trattamento delle manifestazioni non neurologiche della patologia.

CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI:

Ipersensibilita' grave (ad es. reazione anafilattica) al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

POSOLOGIA:

Il trattamento con il farmaco deve essere somministrato sotto la supervisione di un medico con esperienza nella gestione dei pazienti affetti da MPS I o da altre patologie metaboliche ereditarie. La somministrazione va effettuata in ambiente clinico idoneo in cui siano immediatamente disponibili attrezzature di rianimazione per la gestione di emergenze mediche. Il regime posologico consigliato e' 100 U/kg di peso corporeo, somministrato una volta la settimana con infusione endovenosa.L'iniziale velocita' di infusione di 2 U/kg/ora puo' essere aumentatagradualmente ogni quindici minuti, se tollerato, fino a un massimo di43 U/kg/ora. Il volume totale dell'infusione deve essere somministratoin 3-4 ore circa. La sicurezza e l'efficacia nei pazienti di oltre 65anni di eta' non sono state determinate. Pertanto, per tali pazientinon e' possibile avanzare alcuna raccomandazione posologica. La sicurezza e l'efficacia non sono state valutate in pazienti con insufficienza renale o epatica. Pertanto, per tali pazienti non e' possibile avanzare alcuna raccomandazione posologica.

CONSERVAZIONE:

Conservare in frigorifero (2 gradi C - 8 gradi C).

AVVERTENZE:

I pazienti trattati con il farmaco potrebbero sviluppare reazioni connesse all'infusione (IAR), definite come qualsiasi evento avverso connesso, che si verifica nel corso dell'infusione oppure durante il giornodi infusione. Alcune di queste IAR possono essere gravi. I pazienti trattati con il medicinale vanno tenuti strettamente sotto controllo etutte le reazioni connesse all'infusione, le reazioni ritardate ed eventuali reazioni immunologiche vanno riportate. Lo stato anticorpale deve essere regolarmente monitorato e riportato. Sono state riportate reazioni gravi connesse all'infusione in pazienti con preesistente gravecompromissione delle vie aeree superiori, pertanto questa tipologia di pazienti deve continuare ad essere attentamente controllata. Inoltrequesti pazienti devono ricevere l'infusione del prodotto solo in un ambiente ospedaliero adeguato, dove e' prontamente disponibile l'attrezzatura per la rianimazione e la gestione di emergenze mediche. I pazienti con una sottostante patologia acuta al momento dell'infusione delmedicinale sembrano soggetti a un rischio maggiore di IAR. E' necessario valutare attentamente lo stato clinico del paziente prima di somministrare il farmaco. Sulla base dello studio clinico di Fase III, si ritiene che quasi tutti i pazienti sviluppino anticorpi IgG anti-laronidasi, soprattutto entro 3 mesi dall'inizio del trattamento. I pazientiche hanno sviluppato anticorpi o sintomi di IAR devono essere trattaticon cautela durante la somministrazione del farmaco. Negli studi clinici, le reazioni connesse all'infusione sono state solitamente controllate rallentando la velocita' d'infusione e (pre)trattando il pazientecon antistaminici e/o con antipiretici (paracetamolo oppure ibuprofene), consentendo in tal modo al paziente di proseguire il trattamento.Poiche' esistono pochi dati sulla ripresa del trattamento in seguito ad interruzione prolungata, dopo l'interruzione adottare le dovute precauzioni a causa dell'aumentato rischio teorico di reazione di ipersensibilita'. Nella prima somministrazione del medicinale o al momento della ripresa del trattamento in seguito ad interruzione, si consiglia ilpretrattamento dei pazienti (con antistaminici e/o antipiretici) circa 60 minuti prima dell'inizio dell'infusione, per minimizzare la potenziale insorgenza di IAR. Se indicato clinicamente, considerare la somministrazione di medicinali di pretrattamento anche nelle successive infusioni del prodotto. In caso di reazione connessa all'infusione da lieve a moderata, prendere in considerazione un trattamento con antistaminici e paracetamolo/ibuprofen e/o una riduzione della velocita' d'infusione ad un valore pari alla meta' della velocita' a cui si e' verificata la reazione. In caso di una singola reazione connessa all'infusione grave, interrompere l'infusione fino alla scomparsa dei sintomi e prendere in considerazione il trattamento con antistaminici e paracetamolo/ibuprofen. L'infusione potra' essere ripresa con una riduzione della velocita' d'infusione a meta' - un quarto della velocita' a cui sie' verificata la reazione. In caso di IAR moderata ricorrente o ripresa del trattamento dopo una reazione grave singola, instaurare un pretrattamento (antistaminici e paracetamolo/ibuprofen e/o corticosteroidi)ed una riduzione della velocita' d'infusione a meta' - un quarto della velocita' a cui si e' verificata la reazione precedente. Come per qualsiasi prodotto proteico endovenoso, sono possibili severe reazioni di ipersensibilita' di tipo allergico. Nell'eventualita' di reazioni diquesto tipo, si consiglia di sospendere immediatamente al medicinalee di avviare il trattamento medico del caso. Attenersi agli standard medici attuali per il trattamento delle emergenze. Questo medicinale contiene sodio ed e' somministrato mediante soluzione endovenosa di cloruro di sodio 0,9%. Cio' deve essere tenuto in considerazione per i pazienti che seguono una dieta a basso contenuto di sodio.

INTERAZIONI:

Non sono stati effettuati studi di interazione. Da un punto di vista metabolico, e' improbabile che la laronidasi possa andare soggetta ad interazioni mediate dal Citocromo P450. Non somministrare il farmaco simultaneamente alla clorochina o alla procaina, per via del potenzialerischio d'interferenza con la captazione intracellulare della laronidasi.

EFFETTI INDESIDERATI:

Negli studi clinici, la maggioranza degli eventi avversi correlati e'stata classificata come reazioni connesse all'infusione (IAR), evidenziatesi nel 53% dei pazienti nello studio di Fase 3 (trattati per un massimo di 4 anni) e nel 35% dei pazienti nello studio nei minori di 5 anni (fino a 1 anno di trattamento). Nel tempo, il numero di tali reazioni e' diminuito. La maggioranza delle IAR era di intensita' compresatra lieve e moderata. Le reazioni avverse (ADR) piu' frequenti sono state: cefalea, nausea, dolore addominale, rash, artralgia, mal di schiena, dolore agli arti, vampate, piressia, reazioni nella sede di somministrazione, aumento della pressione arteriosa, calo della saturazionedi ossigeno, tachicardia e brividi. Le ADR ad Aldurazyme riferite durante lo studio di Fase 3 e la sua estensione in un totale di 45 pazienti di eta' pari o superiore a 5 anni, trattati per un massimo di 4 anni, sono elencate nella tabella usando le seguenti categorie di frequenza: molto comune (>= 1/10), comune (da >= 1/100 a

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO:

Non vi sono dati adeguati riguardanti l'uso del medicinale in donne ingravidanza. Gli studi su animali non indicano effetti dannosi direttio indiretti su gravidanza, sviluppo embrionale/fetale, parto o sviluppo post-natale. Il rischio potenziale per gli esseri umani non e' noto. Pertanto, non usare durante la gravidanza, se non in caso di assoluta necessita'. E' possibile che la laronidasi venga escreta nel latte materno. A causa dell'assenza di dati circa i neonati esposti alla laronidasi attraverso il latte materno, si consiglia di interrompere l'allattamento durante il trattamento con il farmaco.